lunedì 3 novembre 2014

vicino al tuo cuore

Sei rimasto orfano a due anni e sei diventato l'uomo di casa prima ancora di imparare a scrivere. Eravate così poveri che non avevate neanche le porte dentro casa: pativate la fame e tu andavi con tua mamma a fare le fascine nei boschi e poi a piedi fino a Lucca per venderle - e i frati che vi regalavano gli avanzi delle ostie per compassione non li hai mai dimenticati, tanto che hai fatto la carità a chiunque ne avesse bisogno, per tutta la tua vita che è stata lunga e semplice e bella come un affresco in una pieve di campagna.

Hai sempre saputo qual era la parte giusta, con il tuo senso innato della giustizia, con la tua generosità proverbiale - sei stato partigiano senza medaglie, boscaiolo senza boschi e contadino senza terra, sei stato operaio e sulla manovia ci hai lasciato mezzo dito, sei stato a capo della rivolta in fabbrica ma quando ti hanno offerto di diventare sindacalista di professione hai detto no, perché a Roma non ci volevi andare, perché volevi rimanere quel che eri - e quel che eri era tantissimo.

Hai sposato la cugina che amavi nonostante tutti ti dicessero che era una follia, hai tirato su due figlie e per noi nipoti sei stato un secondo padre, hai guardato i tuoi vecchi, hai aiutato tutti quelli che hanno incrociato la tua strada - che fossero i marocchini che facevi sedere a tavola con noi o i vicini di casa che non riuscivano ad arrivare a fine mese.
Ci sei stato per tutti, ti sei speso per ogni causa perché non potevi fare altrimenti, dicevi che la dignità veniva dal duro lavoro e non ti sei mai tirato indietro, vedevi il mondo come una grade famiglia in cui bisogna darsi una mano a vicenda per non affogare, tagliavi corto tutte le lamentele dicendomi: dai bimba, che problema c'è?

Ero la tua bimba e mi facevi le trecce storte prima di accompagnarmi all'asilo, mi portavi i libri su cui ho imparato a leggere, mi venivi a prendere quando uscivo dalle elementari e caricavi sul tuo camioncino tutti i miei compagni che non avevano un passaggio.
Ero la tua bimba e a sedici anni mi aspettavi fuori dalle discoteche della Versilia fino alle tre di notte, con la nonna accanto che si sventolava per il caldo e le mie amiche che un po' mi canzonavano un po' mi invidiavano due accompagnatori così.
Negli anni che mi hanno vista diventare donna hai condiviso i miei traslochi e le mie pene d'amore, sei stato fiero del mio lavoro e dei miei libri come se li avessi scritti tu, tanto che giravi sempre con due o tre copie dei miei romanzi da regalare o vendere agli amici - e di amici ne hai sempre avuti tanti, una moltitudine.

Sei stato la trave che sorreggeva la nostra casa e ora che sei scivolato via sento la terra mancarmi sotto i piedi.
Sei stato un Uomo e la tua assenza non potrà mai essere colmata: la porterò nell'anima, perché non mi lasci mai sola.
Sei stato il mio nonno grande e forte e la tua vita è la lezione che ci lasci: la mia fortuna è stata assistervi fino in fondo, in prima fila, vicino al tuo cuore.


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