Un mese senza di te e io che ti vedo dappertutto, ti leggo in
ogni incrocio che attraverso, in ogni coincidenza che mi recapiti a casa come cartoline
in perfetto ritardo.
Un mese dopo e tutto mi parla di te, oggi che avrei più che
mai bisogno di averti vicino, oggi che realizzo che senza il tuo nord orientare
la bussola morale di quest’esistenza sarà più complicato.
Un mese senza e niente è migliorato, di notte sei venuto ad
abbracciarmi, ad appoggiare la tua guancia sempre ruvida di barba sulla mia, a
ripetermi che problema c’è, non c’è nessun problema bimba mia, piangi pure ma
poi rialzati, rimettiti in piedi, proteggi la tua luce e i tuoi orizzonti, non
ti far mai portare via niente da nessuno.
Un mese soli e un altro Natale in trincea, ma senza il tuo
sorriso nella sedia accanto – e andremo nei tuoi boschi per ricordarci chi
siamo, per cercarti nelle selve dove tutti gli anni andavi a prendere la
boraccina per il presepe e le palline del pungitopo per il salotto.
Tu cammina con noi e tienimi per mano, rimani al mio fianco
e non lasciarmi sola in questo mondo che mi spaventa. Proteggimi tu nonno,
perché io non sono capace.
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